Il mestiere fantasma e il “Market Making”
Cos’è e perché comprenderlo può cambiare il tuo modo di osservare oggi
Quando si osserva un grafico di Borsa o il prezzo di una criptovaluta, è naturale pensare che dietro ogni acquisto esista immediatamente un venditore disposto a cedere le proprie azioni allo stesso prezzo. In realtà, il funzionamento dei mercati è molto più complesso. Affinché sia possibile comprare o vendere un’attività finanziaria in qualsiasi momento della giornata, deve esistere qualcuno disposto a garantire quella liquidità. Ed è proprio qui che nasce una delle figure meno conosciute ma più importanti della finanza moderna: il market maker. Senza il market making, gran parte dei mercati finanziari sarebbe molto più lenta, meno efficiente e caratterizzata da oscillazioni ancora più marcate. Ogni operazione richiederebbe infatti di trovare manualmente una controparte perfettamente compatibile per quantità e prezzo, nella pratica questo significherebbe tempi di attesa più lunghi, costi maggiori e una minore fiducia da parte degli investitori. Il market maker svolge invece un ruolo diverso. Il suo obiettivo non è prevedere quale sarà il prezzo futuro di un’azione o di una criptovaluta ma garantire che il mercato continui a funzionare in maniera fluida. Per farlo mantiene costantemente disponibili prezzi di acquisto e di vendita, assumendosi il rischio di detenere temporaneamente gli strumenti finanziari necessari per soddisfare la domanda del mercato.
È un’attività che richiede tecnologia, capitale e una gestione del rischio estremamente sofisticata. I grandi operatori utilizzano algoritmi in grado di aggiornare migliaia di prezzi ogni secondo, adattandoli ai cambiamenti della domanda, dell’offerta e della volatilità. Più un mercato è liquido, maggiore sarà generalmente la facilità con cui investitori e istituzioni potranno acquistare o vendere senza provocare variazioni eccessive del prezzo. Anche nella vita quotidiana esistono forme di market making !
Immaginiamo un concessionario automobilistico. Se dovesse acquistare un’auto soltanto dopo aver trovato un cliente interessato, il mercato sarebbe estremamente inefficiente. Il concessionario, invece, mantiene un inventario disponibile, acquistando e rivendendo continuamente veicoli. Si assume un rischio, immobilizza capitale e guadagna sulla differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita. Non sa con certezza quando venderà ogni automobile, ma rende il mercato più veloce per tutti. Lo stesso principio può essere osservato nel settore immobiliare, nei cambi valutari, nelle materie prime e perfino nella distribuzione commerciale. Esistono operatori che facilitano gli scambi perché accettano di assumersi temporaneamente il rischio che altri preferiscono evitare; il market making insegna quindi una lezione che va oltre la finanza.
Negli ultimi anni questo principio è stato rivoluzionato dalla tecnologia blockchain.
Nel sistema finanziario tradizionale il market maker è generalmente una banca d’investimento, una società specializzata o un intermediario autorizzato. Nel mondo della finanza decentralizzata, invece, questo ruolo può essere svolto direttamente da un protocollo informatico. È proprio questa una delle innovazioni introdotte da Uniswap. Lanciato nel 2018 sulla blockchain di Ethereum, Uniswap ha sostituito il modello tradizionale basato sul libro degli ordini con un sistema di Automated Market Maker (AMM). In questo modello non è necessario attendere che un compratore incontri un venditore. Gli scambi avvengono attraverso pool di liquidità alimentati dagli stessi utenti della piattaforma, che depositano coppie di token e mettono temporaneamente a disposizione il proprio capitale. Ogni operazione modifica automaticamente il rapporto tra gli asset presenti nel pool e un algoritmo aggiorna il prezzo in tempo reale. Chi contribuisce con la propria liquidità riceve in cambio una quota delle commissioni generate dagli scambi, diventando, di fatto, parte integrante del funzionamento del mercato. Questo ha dimostrato che il ruolo del market maker può essere decentralizzato, distribuito tra migliaia di partecipanti e regolato da uno smart contract anziché da un intermediario tradizionale. Si tratta quindi di un cambiamento che potrebbe influenzare profondamente il futuro della finanza e non perché elimini il sistema esistente ma perché introduce un nuovo modello in cui infrastrutture, liquidità e fiducia vengono gestite attraverso protocolli aperti e verificabili.
Nel market making decentralizzato, il capitale viene usato per consentire agli altri utenti di effettuare scambi e, in cambio, ricevi una parte delle commissioni. Il rischio tipico è l’impermanent loss, cioè il possibile rendimento inferiore rispetto al semplice possesso dei token quando il loro prezzo relativo cambia molto.
Con lo staking, invece, blocchi o deleghi una singola criptovaluta a una rete Proof of Stake, contribuendo alla validazione e alla sicurezza della blockchain. In cambio ricevi ricompense generate dal protocollo. Qui i rischi principali possono includere oscillazione del token, blocco temporaneo dei fondi, malfunzionamenti del validatore e, in alcuni sistemi, penalizzazioni.
Staking → sostieni la sicurezza della blockchain.
Liquidity providing → sostieni gli scambi sul mercato.
ProsperT nasce anche per questo: raccontare i meccanismi che operano dietro le quinte dell’economia e della finanza. Perché comprendere come funziona un mercato non significa soltanto diventare investitori più consapevoli ma imparare a riconoscere quelle innovazioni che, oggi silenziosamente, stanno costruendo il mondo di domani.
Il presente articolo ha finalità esclusivamente informative e divulgative. Non costituisce una raccomandazione di investimento né un invito ad acquistare o vendere strumenti finanziari o cripto-attività.
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